Il Decreto Crescita, prevede la possibilità per il contribuente di optare per uno sconto immediato al posto delle detrazioni fiscali decennali, in occasione di lavori di riqualificazione energetica e/o antisismica del proprio immobile.
Lo strumento della cessione del credito potrà anche essere una soluzione, ma così come impostata nell’art. 10 del decreto crescita rischia di ammazzare le piccole e medie imprese del settore impiantistico e dell’edilizia con pesantissime ripercussioni anche sull’occupazione.

L’utilizzo esclusivo in compensazione nei cinque anni successivi (quindi con la possibilità perdere il credito) l’aspetto finanziario e la burocrazia che già riusciamo ad immaginarci sono completamente estranei alla realtà delle imprese artigiane e delle piccole imprese peraltro già oberate di adempimenti.

Nel corso della seduta del 17 giugno le Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati hanno approvato l’emendamento 10.34. dei Relatori in materia di incentivi per interventi di efficienza energetica e rischio sismico. Le proposte emendative nella stessa materia, suggerite da R.E TE. Imprese Italia, sono state respinte, ritirate o riassorbite dall’approvazione dell’em. 10.34 Relatori.

L’emendamento in questione abbiamo già avuto modo di definirlo come una toppa peggiore del buco che si vuole rammendare e che non risolve in alcun modo i problemi delle imprese che l’art. 10, emendamento governativo compreso, causerà una volta in vigore.

Abbiamo contattato direttamente e sensibilizzato in vari modi i parlamentari del territorio di tutti gli schieramenti politici su questo argomento.
Adesso è importante, per arrivare a chi deve decidere, che le imprese del territorio facciano sentire la propria voce dicendo NO a questo articolo del decreto Crescita.

In attesa del passaggio del decreto al Senato, non nutrendo molta fiducia sulla volontà del Governo di modificare l’articolo 10 nel senso da noi indicato, e cioè con la soppressione integrale dell’articolo, abbiamo invitato le imprese pavesi a partecipare alla segnalazione/denuncia da presentare all’Antitrust inviando all’Associazione una mail con i riferimenti dell’azienda. Diverse imprese a livello nazionale hanno già manifestato questa disponibilità.

Condizione essenziale per ricorrere è che le aziende interessate abbiano svolto interventi ammessi all’agevolazione fiscale che riassumiamo come segue:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria
  • interventi sull’involucro degli edifici
  • installazione di pannelli solari
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
  • acquisto e posa in opera delle schermature solari
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative
  • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione
  • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

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