CNA Bruxelles segnala la pubblicazione da parte della Commissione europea della comunicazione: “Carenze di manodopera e di competenze nell’UE: un piano d’azione”.

La Comunicazione si pone l’obiettivo di affrontare il problema della carenza delle competenze, riscontrato in tutta Europa e particolarmente impattante per le PMI: il 63% delle imprese infatti, non riesce a trovare o a trattenere i talenti necessari allo sviluppo della propria attività.

Inoltre, la CE ha stimato che le carenze di competenze riguardano tutti i livelli di qualifica, i profili accademici e tecnici, con una carenza particolarmente accentuata nel campo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica.

Nella stesura del piano d’azione, la Commissione ha preso in considerazione anche quanto emerso dall’Anno Europeo delle Competenze e dal dialogo con le parti sociali durante il vertice di Val Duchesse.

Il piano d’azione delinea cinque aree in cui promuovere le iniziative per fronteggiare alla carenza di manodopera nel medio-lungo periodo:

  1. Sostenere l’attivazione di persone sottorappresentate nel mercato del lavoro;
  2. Fornire sostegno alle competenze, alla formazione e all’istruzione;
  3. Migliorare le condizioni di lavoro;
  4. Migliorare la mobilità all’interno dell’UE per i lavoratori e gli studenti;
  5. Attrarre talenti da paesi extra-UE

Queste cinque aree d’azione si sviluppano secondo diversi indirizzi tematici e con differenti modalità di finanziamento.

Nello specifico, la Commissione europea ha indicato che si impegna a:

  • Finanziare nuovi progetti per combattere la disoccupazione di lunga durata e per inserire i giovani nel mondo del lavoro, con particolare riferimento ai NEETs, tramite l’iniziativa “ALMA” – Aim, Learn, Master, Achieve e il finanziamento di progetti di innovazione sociale del Fondo FSE+;
  • Favorire la mobilità transnazionale degli apprendisti e dei giovani professionisti attraverso la creazione di partenariati tra i fornitori di Istruzione e Formazione Professionale (IFP) e le PMI sulla base delle esigenze delle aziende. Si prevede inoltre di cofinanziare almeno 100 nuovi progetti per i centri di eccellenza professionale entro il 2027, istituendo nuovi partenariati e mappando le diverse esigenze in modo più accurato;
  • Migliorare i tassi di attività, attraverso politiche personalizzate per ciascun gruppo sottorappresentato, che affrontino le cause specifiche: come ad esempio il programma italiano Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL), finanziato dal RRF e per cui si prevede di sostenere 3.000.000 di beneficiari, con particolare attenzione alle donne, ai disoccupati di lunga durata, alle persone con disabilità, agli under 30 e agli over 55;
  • Finanziare progetti nell’ambito del Fondo per l’Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF), per promuovere iniziative di multi-stakeholder per l’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro, anche attraverso la creazione di Partenariati dei Talenti e la Piattaforma per la migrazione del lavoro (Talent Pool);
  • Studiare le cause del part-time involontario (soprattutto tra le donne), analizzare le politiche nazionali di congedo per malattia e valutare l’impatto delle riforme pensionistiche che introducono maggiori opportunità di pensionamento flessibile e/o anticipato. Al riguardo, la CE punterà sulla strategia dell’UE per la parità di genere 2020-2025,  l’attuazione delle norme sulla trasparenza delle retribuzioni, gli obiettivi di Barcellona per il 2030 in materia di istruzione e l’assistenza alla prima infanzia.

Gli Stati membri, da parte loro, sono invitati dalla Commissione a rivedere i programmi di istruzione e formazione, come ad esempio la Garanzia giovani rafforzata e a perseguire riforme previdenziali appropriate per fornire un sostegno sufficiente a coloro che possono rientrare gradualmente nel mercato del lavoro.

Inoltre, nell’action plan viene sottolineata l’importanza da parte degli stati membri di garantire l’effettiva applicazione del diritto del lavoro nel contesto delle ispezioni sul luogo di lavoro, accorciando e facilitando le procedure che consentono ai lavoratori per identificare e denunciare gli abusi, inasprendo le sanzioni e impedendo alle aziende di eludere le sanzioni,  pur cercando di ridurre al minimo gli oneri amministrativi non necessari, in particolare per le PMI.

Per quanto riguarda il rapporto con le parti sociali, nel piano d’azione viene indicato come la CE accoglie con favore l’impegno delle parti sociali a garantire che i luoghi di lavoro siano tolleranti, accoglienti e accessibili a tutti i lavoratori, a promuovere la contrattazione collettiva per trovare soluzioni adeguate alla promozione dell’occupazione dei lavoratori anziani, a rafforzare la collaborazione tra i servizi per l’impiego privati e quelli pubblici per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e a promuovere l’imprenditorialità sostenendo i futuri imprenditori nella creazione di imprese, incoraggiando in particolare le donne e le persone con un background migratorio.

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