In arrivo il divieto dell’uso di piatti, posate e cannucce di plastica usa e getta

Nel mondo, le materie plastiche post-consumo rappresentano l’85% dei rifiuti marini e la Commissione europea ricorda che «sotto forma di microplastica sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. Affrontare il problema della plastica è una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione».

Per questo, il 28 maggio, la Commissione europea ha presentato agli europarlamentari un pacchetto di misure con cui tentare di arginare il problema dell’inquinamento da materiali plastici, che sta mettendo a dura prova soprattutto gli ecosistemi marini. Sono essenzialmente tre i pilastri su cui poggia la nuova strategia europea per l’economia circolare, che verrà discussa in via preliminare dal Parlamento europeo:

1) riciclo totale degli imballaggi in plastica entro il 2030,

2) bando delle microplastiche nei cosmetici,

3) misure per ridurre oggetti in plastica monouso come le stoviglie.

In questo modo si mira a rendere più redditizia l’attività di riciclo dei materiali in plastica, tentando di frenare per la prima volta l’enorme dispersione di plastica nel globo. Ogni anno la sola Europa produce all’incirca 25 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica. La Commissione europea ha proposto una nuova direttiva «per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati» e sottolinea che «insieme, questi prodotti rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Tra le principali proposte della direttiva sulla riduzione dell’inquinamento da plastica ci sarà la messa al bando di piatti di plastica, cannucce, posate usa e getta, bastoncini di cotone, di agitatori per bevande e persino di bastoncini di plastica che reggono i palloncini.

Gli Stati membri dovranno ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. Potranno farlo fissando obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamenteGli Stati membri dovranno sensibilizzare i consumatori all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica.

I produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione per i seguenti prodotti: contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciumi), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. sono anche previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti;

Entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio, introducendo sistemi di cauzione-deposito. Alcuni prodotti dovranno avere un’etichetta chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti, il loro impatto negativo sull’ambiente e la presenza di plastica.

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