COMUNICATO STAMPA
Le previsioni per il 2026 delineano uno scenario di crescita economica debole anche per il territorio pavese, in linea con l’andamento regionale. Secondo il Primo Focus 2026 sull’economia lombarda elaborato dal Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia, il PIL regionale dovrebbe crescere solo dello 0,7%, con investimenti e consumi fermi sullo stesso modesto ritmo di crescita.
Un contesto che pesa anche su Pavia, dove il tessuto imprenditoriale continua a ridursi: tra il 2021 e il 2025 le imprese attive sono diminuite del 3,3%, mentre il comparto artigiano registra una flessione ancora più marcata, pari a -6,8%, una delle più elevate a livello lombardo.
Sul fronte del credito, la situazione resta particolarmente critica. I prestiti alle imprese pavesi sono calati del 23,7% nel periodo 2021-2025, una contrazione che colpisce soprattutto micro e piccole imprese, ossatura fondamentale dell’economia locale.
In controtendenza rispetto al quadro generale, il dato sull’export: Pavia registra una crescita del 46,6% tra il 2021 e il 2025, uno dei risultati migliori a livello lombardo. Un risultato significativo che non è riconducibile al solo comparto artigiano, ma che coinvolge l’insieme del sistema produttivo provinciale, dalle piccole alle medie imprese, confermando la capacità del territorio di competere sui mercati internazionali anche in una fase di forte incertezza economica.
“La crescita dell’export pavese è un segnale importante e va letta correttamente – dichiara Luciano Castellin, Presidente di CNA Pavia –. Non è un risultato che riguarda esclusivamente l’artigianato, ma l’intero tessuto produttivo del territorio, che dimostra di saper affrontare i mercati esteri con qualità, specializzazione e capacità di innovazione. Tuttavia, questo dato positivo non può nascondere le difficoltà strutturali che molte imprese, soprattutto micro e piccole, continuano a vivere: il calo delle imprese attive, la crisi dell’artigianato e, soprattutto, la drastica riduzione del credito. Senza un reale accesso ai finanziamenti e senza politiche fiscali e industriali a sostegno delle micro e piccole imprese, il rischio è quello di indebolire ulteriormente la tenuta complessiva del nostro sistema produttivo.”
A pesare su famiglie e imprese è anche il forte aumento del costo della vita: dal 2021 a oggi i prezzi sono cresciuti in modo significativo, con rincari del +22% per alimentari e bevande e del +38% per casa, energia e acqua, incidendo direttamente sui consumi e sulla sostenibilità economica delle attività.
“È necessario intervenire subito – conclude Castellin – per tutelare la libertà di impresa, sostenere gli investimenti e garantire condizioni eque di accesso al credito. Pavia ha competenze, lavoro e capacità imprenditoriali: ora servono scelte politiche e strumenti adeguati per valorizzarle e non disperderle.”
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