Il 22 e 23 gennaio 2026, Roma ha ospitato un evento di cruciale importanza per il sistema sociale e imprenditoriale italiano: il convegno per il decennale del Patronato Epasa-Itaco. L’incontro è stato dedicato all’analisi delle grandi sfide contemporanee, con un focus specifico sull’impatto e sulle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale (IA)

L’evento ha rappresentato un momento di sintesi e di visione strategica. Come sottolineato dal Segretario Generale della CNA, Otello Gregorini, l’organizzazione è già pronta a governare questa trasformazione: «Sappiamo quali sono i rischi, ma conosciamo bene le potenzialità dell’IA. La nostra forza risiede nel rapporto umano con cittadini e imprese: un patrimonio di informazioni e relazioni che ci permette di vincere la sfida della modernizzazione senza perdere la nostra identità».

Crescita e digitalizzazione: i successi del Patronato

I lavori si sono aperti il 22 gennaio con l’intervento di Pier Giorgio Piccoli, Presidente vicario del Patronato, che ha ripercorso i traguardi raggiunti nell’ultimo decennio. In particolare, ha evidenziato l’accelerazione avvenuta dal 2020, anno in cui il numero di pratiche gestite è quasi raddoppiato, e la costante evoluzione dell’Ente sul fronte della digitalizzazione, della formazione e dell’uso di strumenti innovativi di comunicazione per rispondere ai bisogni degli utenti.

L’uomo al centro della rivoluzione tecnologica

Al cuore del dibattito, una domanda fondamentale: l’IA ci porterà verso un abisso o verso una nuova era a misura d’uomo? A rispondere sono stati relatori di alto profilo:

  • Valter Marani (Direttore Epasa-Itaco): Ha ribadito la centralità della persona. Il Patronato punta a sviluppare propri algoritmi etici per potenziare il lavoro degli operatori e proteggere i cittadini da una tecnologia usata solo per fini di profitto.
  • Andrea Ciarini (Sapienza Università di Roma): Ha analizzato le transizioni in atto (ecologica, demografica, digitale), evidenziando l’importanza della “prossimità”. Si tratta di processi che non sono a costo zero e che impatteranno su vari piani, a cominciare da quello del lavoro, anche a causa della velocità dell’innovazione tecnologica e della capacità, non sempre allineata, di istituzioni e imprese di riorganizzare, formare e riallocare la forza lavoro”. Le piattaforme hanno la tecnologia, ma solo le organizzazioni sociali hanno l’affettività e la creatività necessarie per rispondere ai bisogni umani.
  • Padre Paolo Benanti (Presidente Commissione AI per l’informazione professore della Luiss Guido Carli, membro del Comitato ONU sull’IA e presidente della Commissione AI per l’informazione): Ha sollevato il tema del potere e dell’etica. Gli algoritmi possono generare privilegi o diseguaglianze; è quindi essenziale definire un’etica della tecnologia che orienti l’innovazione verso il bene comune.
  • Mauro Nori (Capo di Gabinetto Ministero del Lavoro): Ha messo in guardia contro la “sostituzione cognitiva”. Se le passate rivoluzioni industriali hanno sostituito la forza fisica, l’IA sfida l’intelletto. La soluzione è mantenere uno spirito critico e curioso, evitando la pigrizia mentale.

Una sfida etica per l’interesse collettivo

Il convegno si è concluso con una visione chiara: l’era dell’Intelligenza Artificiale va attraversata costruendo un filtro etico e valoriale. L’obiettivo è duplice: fornire risposte concrete e puntuali a cittadini e imprese, e contemporaneamente agire come presidio territoriale per frenare derive pericolose.

In un mondo sempre più automatizzato, Epasa-Itaco e CNA ripartono dalle proprie radici: persone, competenze e connessioni. Una rete di valori solida, l’unica capace di guardare al domani con fiducia e consapevolezza.

 

 

 

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