COMUNICATO STAMPA
CNA Pavia: “Bene le garanzie del Governo sulle risorse per Transizione 5.0, ma restano criticità per le imprese pavesi”
CNA Pavia accoglie positivamente l’impegno del Governo a salvaguardare i diritti e assicurare le risorse anche alle imprese che hanno presentato domanda per Transizione 5.0 dopo il 7 novembre. Una decisione che elimina settimane di incertezza per molte realtà produttive del territorio, specialmente nei settori manifatturiero, impiantistico, logistico e nell’ampio comparto delle costruzioni, molto diffusi in tutta la provincia di Pavia.
Resta tuttavia forte il rammarico per l’anticipo della scadenza dei termini dal 31 dicembre al 27 novembre, una scelta che ha compresso i tempi per la presentazione delle domande, penalizzando le micro e piccole imprese che spesso non dispongono di strutture interne dedicate.
Castellin: “Decisione positiva, ma servono strumenti semplici e duraturi per le imprese pavesi”
“Accogliamo con favore il chiarimento del Governo: molte imprese pavesi avevano già avviato gli investimenti e rischiavano di rimanere senza certezze” – dichiara Luciano Castellin, presidente di CNA Pavia – “Questo intervento va nella giusta direzione, ma le modalità e i tempi della nuova Transizione 5.0 rischiano di non rispondere ai bisogni delle nostre aziende, che devono programmare investimenti complessi, soprattutto nelle aree produttive di Pavia, Voghera e Vigevano”.
Nuova Transizione 5.0: le criticità per il tessuto produttivo locale
Nel confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, CNA ha ribadito anche le proprie perplessità sul nuovo impianto della misura che entrerà in vigore dal 2026:
- il ritorno al super-ammortamento riduce di circa il 40% la platea dei beneficiari, escludendo molte microimprese tipiche del territorio pavese;
- i benefici vengono diluiti nel tempo, penalizzando le aziende con minore capacità finanziaria;
- l’impianto risulta ancora troppo burocratico, un ostacolo concreto soprattutto per artigiani, piccole officine, imprese del legno-arredo, meccanica leggera e logistica locale.
Castellin precisa: “Nel Pavese la maggior parte delle imprese opera con investimenti contenuti, spesso sotto i 500mila euro. Per queste realtà è fondamentale mantenere il credito d’imposta, semplice e immediatamente fruibile, con aliquote del 35% per il digitale e del 45% per l’efficienza energetica. Inoltre non deve scattare alcun divieto di utilizzo in compensazione: sarebbe un freno insostenibile per la liquidità aziendale.”
CNA Pavia sottolinea infine la criticità della durata prevista per la misura: solo 2026, salvo proroghe molto limitate al 30 giugno 2027. La durata è troppo breve: “Servono almeno tre anni per programmare investimenti veri”
“Per un territorio come il nostro, dove molte imprese devono rinnovare macchinari, migliorare l’efficienza energetica dei laboratori, digitalizzare la produzione e adeguare capannoni spesso datati – afferma Castellin – è impensabile concentrare tutto in pochi mesi. La misura deve essere almeno triennale, altrimenti diventa irrealistica e rischia di escludere proprio chi ne avrebbe più bisogno.”
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